Cammeo: a volte, basta scavare

Volume e sfondo in TerraVista Liscio Cammeo by Matteo Brioni

Una giovane donna che trasporta una giara d'acqua, la sua figura chiara e delicata si staglia su uno sfondo rosso morbido dal quale pare scaturire, e che sembra proteggerla.

Ricavata per sottrazione dalla sottile vernice che ricopre una superficie muraria intonacata a calce, quella immagine iconica deriva da un dipinto murario della Domus Sacerdos Amandus di Pompei: un edificio romano datato II° secolo A. C e identificato come sede di un’associazione di gladiatori, poi trasformato in abitazione. Il dettaglio, che appare aprendo il catalogo di Matteo Brioni alla sezione dedicata al colore Cammeo, richiama proprio i tipici cromatismi del classico gioiello adottato dagli antichi romani, e ancor prima già in età Ellenistica.

Come l'affresco, anche il color cammeo è ricavato per sottrazione, ma con un procedimento opposto: non partendo dal rosso, ma dalla superficie bianco-lattea del guscio delle conchiglie appartenenti alla famiglia Cassis (la Cypraecassis rufa, la Cassis madascarensis o la Cassis cornuta). Se scavato, quell'involucro di calcio rivela uno strato più profondo, dotato dell'inconfondibile tonalità rossastra, calda e morbida che caratterizza i piccoli gioielli, e che viene interpretata anche dalla terra cruda di Matteo, nella variante cromatica che porta lo stesso nome.

Affresco nella Domus Sacerdos Amandus a Pompeii
Affresco nella Domus Sacerdos Amandus a Pompeii

Torre del Greco, dove sono cresciuta, è la patria della lavorazione del cammeo, oltre che del corallo, e quel colore è una tonalità che da sempre sento profondamente mia. Quand'ero bambina, con la mia famiglia, facevamo lunghi giri in barca attorno a Capri. E subito ci appariva, appena lasciato il porticciolo, facendo rotta verso destra: Casa Malaparte. Stava lì, a strapiombo sulla costiera rocciosa; con quei muri intonacati in un rosso cammeo visibili anche a grande distanza, anche se un po' più slavati dallo scorrere del tempo. Sarà stato forse anche per via di quel ricordo, ma ho subito ripensato a quel colore quando mi è stato proposto di realizzare il retail design di Amedeo, il brand dei cammei più popolare tra le celebrities americane, che proprio a Capri ha uno dei suoi negozi principali.

L'argilla è un materiale antico, si lavora con le mani: la sua natura è primordiale e profonda. Per questo la considero una finitura ideale per attribuire identità a luoghi in sé poco definiti, che necessitino di una forte caratterizzazione, come tutti gli spazi del retail.

Vista sul cratere del vulcano Vesuvio, foto di Marialaura Rossiello
Vista sul cratere del vulcano Vesuvio, foto di Marialaura Rossiello

Nella vetrina principale dei negozi Amedeo abbiamo optato per un gioco di rimandi con i colori dei gioielli: la finitura delle pareti, applicata mediante spatolatura, è dotata di una tonalità leggermente più chiara, ottenuta miscelando la tonalità Cammeo a quella Melograno. Una soluzione che gioca per contrasto con la tinta adottata all'esterno del negozio, sempre in terra cruda, ma in tonalità Panna. La pavimentazione sarà in mosaico a rete, composto da piccoli tasselli rettangolari di gres porcellanato, disposti in ordine sparso: una specie di caos calmo che può ricordare l'immagine che appare osservando dei microorganismi al microscopio, o anche quella di un'affollata riunione di barche.

Per un altro negozio a Capri, Faraone e Mennella – brand iconico, celebre soprattutto dopo che i suoi gioielli in oro sono stati indossati in Sex & The City, oltre che in film come il Diavolo veste Prada e Wall Street –, abbiamo fatto riferimento allo stesso carattere cromatico, ma applicando materiali diversi.

L'interior design dello spazio di vendita si basa infatti sugli effetti brillanti dei metalli, in particolare quelli degli espositori di ottone, posti in risalto dagli intonaci in terra cruda Panna, oltre ad altri appositamente realizzati in tonalità carta da zucchero. Nella vetrina principale del negozio Amedeo verrà posto un grande “orecchino” a cerchi concatenati, in grado di illuminarsi grazie alle strisce a led contenute all'interno: una soluzione molto scenografica, che vuole essere anche un tributo alla memoria di uno dei due fondatori dell'azienda.  

Il mood dei due brand è stato visualizzato attraverso una serie di “cartoline” dal sapore un po' metafisico e un po' surreale, ambientate proprio sul tetto di Casa Malaparte.

Moodboard per la boutique Amedeo a Capri a cura di Marialaura Rossiello Studio Irvine
Moodboard per la boutique Amedeo a Capri a cura di Marialaura Rossiello Studio Irvine
Moodboard per la boutique Faraone Mennella a Capri a cura di Marialaura Rossiello Studio Irvine
Moodboard per la boutique Faraone Mennella a Capri a cura di Marialaura Rossiello Studio Irvine

Su quella specie di palcoscenico sul Mediterraneo abbiamo fatto atterrare, come protagonisti di una commedia astratta, una piccola famiglia di solidi regolari in diverse tonalità, che si armonizzano con la dominante cromatica della villa. Quei volumi geometrici puri, simili a quelli del catalogo Matteo Brioni, sono stati in questo caso reinterpretati per disegnare gli interni e gli espositori dei gioielli e dei cammei.

Da un certo punto di vista, la lavorazione del cammeo dalla conchiglia sintetizza il mio approccio al design.

Stratigrafia Cammeo dei prodotti Matteo Brioni nel colore Caffè, design Studio Irvine
Stratigrafia Cammeo dei prodotti Matteo Brioni, design Studio Irvine

Quando realizzo un progetto non mi sento mai completamente soddisfatta e ho sempre la sensazione che ci sia ancora qualcosa da “scavare”. Nella lavorazione di quel gioiello, così come nella scultura della pietra o del legno, il lavoro a togliere è tradotto letteralmente, mentre nel design si ha più l'impressione di aggiungere e modificare la materia: come nella modellazione plastica dell'argilla (la forma più antica e primordiale di scultura). Eppure, anche il percorso del design può essere descritto come un processo di sottrazione che si compie, per esempio, realizzando oggetti non fini a sé stessi, ma pensati per le persone che li utilizzeranno: dunque, che si compie eliminando elementi e sintetizzando temi comuni a una pluralità di individui. 

In questo senso, come designer, devo far attenzione a contenere il mio lato più partenopeo, che mi porta spesso a “peccare” nel voler fare tanto, magari troppo.

Intonaco di argilla a grana fine TerraVista Plus Liscio Cammeo di Matteo Brioni  applicato sulle pareti del negozio Profumo a Napoli, progetto di Primo Atelier, foto di Carlo Oriente
Intonaco di argilla a grana fine TerraVista Plus Liscio Cammeo di Matteo Brioni applicato sulle pareti del negozio Profumo a Napoli, progetto di Primo Atelier, foto di Carlo Oriente

Così, di solito, prima abbondo negli ingredienti del progetto, poi man mano li asciugo, fino a quando non assumano una loro stabilità. Un procedimento che ho applicato, per esempio, per una scopa in materiale plastico disegnata per Muji, il cui sviluppo ha richiesto quasi quattro anni di lavoro (cosa che potrebbe far sorridere molti architetti, ormai abituati ai tempi super rapidi di costruzione degli edifici). O, ancora, in una sedia dotata di un'asola per appendere le borsette. Era una soluzione che mi convinceva molto, anche sul piano estetico; poi mi sono accorta che si trattava di una scelta troppo compositiva, e ho optato per eliminarla. Devo dire che, così, la sedia funziona meglio: decisamente più elegante (e poi si può sempre trasferire l'idea su un'altra sedia).

Anche Coco Chanel diceva che prima di uscire è bene guardarsi allo specchio e levarsi qualcosa; basta che però non sia un ricordo prezioso, come un cammeo.

Intonaco di argilla a grana fine TerraVista Plus Liscio Cammeo di Matteo Brioni  applicato sulle pareti del negozio Profumo a Napoli, progetto di Primo Atelier, foto di Carlo Oriente
Intonaco di argilla a grana fine TerraVista Plus Liscio Cammeo di Matteo Brioni applicato sulle pareti del negozio Profumo a Napoli, progetto di Primo Atelier, foto di Carlo Oriente

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